Brothers in arms

Brothers in arms Dire straits

Nella storia del rock ho sempre apprezzato quegli artisti il cui tocco/timbro/stile è riconoscibile tra migliaia.
Mi vengono in mente cinque chitarristi che si fregiano di far parte di questa categoria, magari non i più tecnici, ma riconoscibili anche da bendati alla seconda bottiglia di Valpolicella Ripasso: Brian May, Slash, David Gilmour, Jimmy Page e Mark Knopfler. Ah, già, colui che si identifica con i Dire Straits.

1985. I Dire Straits mettono a segno il loro best seller discografico, grazie a un album intelligente e radiofonico al punto giusto. Questo vuol dire trovare milioni di nuovi fan, ma rischiare di far storcere il naso agli aficionados che li seguivano dagli esordi.
I pezzi più famosi?

– Aiutato dall’ospite di lusso Sting (tiratina di orecchie a chi non lo conosce), Money for nothing si apre con un riff di chitarra distorta e si snoda in perfetto equilibrio tra ritornello mainstream e acute critiche al consumismo e all’industria musicale. Scappa da ridere viste le oltre 30 milioni di copie vendute, ma tant’è.
Pezzo rock clamorosamente bello.

– Tutti quanti noi abbiamo (compresi i meno allenati), almeno una volta nella vita, avuto in testa per tutta la giornata il main theme di Walk of life. Sbaglio? Un successo planetario, accompagnato da un divertentissimo videoclip, trasmesso in heavy rotation anche da Radio Maria a momenti. Il giro di tastiere e il tocco magico di Mark Knopfler ti entrano in testa e non ne escono più.

Fin qui la parte easy listening, ma di qualità mostruosamente alta.

Poi ci sono le canzoni impegnate, i cui temi a sfondo bellico scavano nel cuore dell’ascoltatore. Su tutte spicca la titletrack: Brothers in arms. La magica sei corde di Knopfler e la sua voce calda accompagnano il lamento struggente di un soldato che, ferito a morte, si rivolge un’ultima volta ai suoi compagni:

“Someday you’ll return to your valleys and your farms.
And you’ll no longer burn to be brothers in arms”.

Parole evocative come poche.
Un modo straordinario e perfetto per chiudere quello che forse non è il miglior dei Dire Straits, ma che sicuramente contribuì a issarli sul tetto del mondo.

E forse rappresenta la loro Strada della Vita.

“And after all the violence and double talk

There’s just a song in the trouble and the strife

You do the walk, you do the walk of life”

 

 

 

🤘Album: Brothers in arms

🤘Gruppo: Dire Straits

🤘Genere: Rock

🤘1985, Prima stampa Uk

🤘Voto: 82/100

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Filippo Bini autore romanzi ambientati a Bologna
Filippo Bini

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