Far beyond driven

Far beyond driven Pantera

Se gli anni novanta rappresentassero un film sul metallo classico, questo sarebbe sicuramente un horror di serie C (tipo Sharknado, per intendere l’emblema del genere). Soppiantato e messo in naftalina dall’onda anomala del grunge, il suo cuore trovò la forza di riprendere a battere nel decennio successivo e tuttora gode di una discreta salute.
Tuttavia, ci fu una band che incarnò, durante quel decennio, la rabbia, la classe e la tecnica tipica degli stilemi del genere, salvandolo letteralmente dall’oblio. Veniva dall’America e si chiamava…

… Vediamo se avete fatto i compiti a casa…

I Pantera venivano da una clamorosa doppietta di album di successo. Con Cowboys from hell sconvolsero il mercato del metal e con Vulgar display of power fecero il botto definitivo, consacrandosi come un baluardo della musica pesante.

Ora, direte voi, una band all’apice della carriera ha due strade: svendersi e catturare altre quote di mercato, oppure sperimentare nuovi generi.
I Pantera scelsero la terza via, ove di solito il tertium non datur è cosa per pochissimi eletti (mi vengono in mente i Judas Priest con Painkiller): indurirono il sound e diedero alle stampe quel monolite di Far beyond driven.

L’opener Strength beyond strength consta di un thrash violentissimo, che sfocia in un meraviglioso groove, portato all’estremo dalle vocals di un Phil Anselmo ancora al top della forma.
Becoming è un masso violentissimo scagliato dai Pantera verso noi poveri ascoltatori, sorretto da un riffing affilato come un cinque lame e da un drumming quadrato e marziale.
I fratelli Abbott, (Dimebag alla chitarra e Vinnie Paul alla batteria – rip), assieme al bassista Rex Brown, reggono il gioco di un Phil Anselmo incazzato come una … Pantera.
Il ritornello di Becoming è tra le cose migliori del disco e ve lo confermo dopo averlo appena riascoltato.

Siete mai stati arrabbiati? Ho la cura giusta per voi: ascoltate quella che ritengo una delle canzoni migliori del metal decennio 1990-2000, vale a dire la grande, grandissima, violentissima Five minutes alone.
Colpi insistiti del rullante di Vinnie Paul introducono il pezzo, che parla di un fatto realmente accaduto alla band; durante un concerto, Phil Anselmo aizzò la folla verso un disturbatore e il padre del ragazzo denunciò la band. Il titolo del brano è ripreso dalla frase:

“Dammi 5 minuti da solo con lui, gli spaccherò il c…!”,

con la quale Anselmo sfogò il suo risentimento. Song marziale, pesantissima, anthemica.

I’m broken mantiene altissimo il livello musicale e rabbioso del disco, tra riff epici e southern, ritornelli grugniti e assoli tritaossa ed estremamente tecnici.
(Dimebag eri un fenomeno!)
Slaughtered ha un main riff straordinario e una doppia cassa gradevolissima.
Shedding skin racchiude parecchie delle anime dei Pantera in pochi minuti: l’aggressività, la perizia compositiva e il cantato violentissimo e modulato di un Phil Anselmo che, purtroppo, stava già iniziando a cadere nel tranello delle droghe pesanti.

Manca l’ultima anima, quella che meno ti aspetti.
Il vinile ha in serbo la cartuccia della cover a effetto, un coup de théâtre che risponde al nome di Planet caravan.
Il pezzo è originariamente compreso nel disco Paranoid e la versione “panteriana” stempera la ruvidezza di tutto Far beyond driven, donandoci una rivisitazione del classico sabbathiano di tutto rispetto. Quando il 2 luglio 2023, a Bologna, è partita Planet caravan, ho visto la gente piangere (ve lo giuro). I Pantera mantengono lo spirito psichedelico del pezzo e ci regalano una inaspettata zattera di salvataggio, in un mare di compattezza sonora portata quasi al parossismo.

In conclusione, i Pantera con Far beyond driven mantennero alta la bandiera del metallo a metà degli anni novanta. Un po’ come se, durante la scalata del Mont Ventoux al Tour de France, i ciclisti trovassero un punto ristoro con una birra gelata.

Davvero niente male e credo che gli vada riconosciuto.


🤘Album: Far beyond driven

🤘Gruppo: Pantera

🤘Genere: Thrash/Groove

🤘1994, Prima stampa Europe

🤘Voto: 90/100

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Filippo Bini autore romanzi ambientati a Bologna
Filippo Bini

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