La Fireball dei Deep Purple

Fireball-Deep-Purple

L’adagio popolare “La classe non è acqua” ha origini antichissime e il destinatario del proverbio incarna distinzione e nobiltà; l’associazione con l’acqua deriva – pare – dalla purezza e dalla trasparenza che caratterizzano questo elemento. Lo stesso parallelismo si potrebbe fare con i Deep Purple.

1971. La classe dei Deep Purple in formazione Mark II (il dream team formato da Gillan, Glover, Lord, Paice e Blackmore) è reduce dal monumentale In rock e si ritira in Cornovaglia per sfornare il poliedrico Fireball, che a mio parere è il ponte ideale tra l’energia animalesca del precedente platter e il capolavoro senza tempo del disco successivo.

Title track e via che si parte: intro di batteria del fenomeno Paice e basso distorto di Glover cavalcano l’onda di un rock (per l’epoca) ferino e velocissimo. Tutta la band tira acqua allo stesso mulino e ci regala una intro perfetta, strumentalmente e vocalmente.

No no no rallenta il ritmo e ci consente di posare il defibrillatore; mid tempo hard blues, fonde perfettamente le cinque anime dei musicisti in questione e segna una cesura forse definitiva con il suono selvaggio dell’album precedente, senza però perdere un’oncia di quella classe di cui parlavamo prima.


“Must we wait forever?
 No no no”.


Stesso discorso per il rock/blues di Demon’s eye, che strizza l’occhio ai Purple che verranno, più riflessivi.

Anyone’s Daughter è un brano con melodie quasi country e virtuosismi incredibili di Blackmore e Lord. Da ascoltare e riascoltare.

Arriviamo al secondo pezzo da novanta dell’artiglieria di questo vinile: The mule.
E qui casca l’asino, o meglio la bacchetta: quale è secondo voi il migliore batterista della storia del rock? La mia risposta la sapete già.
Il brano in questione è un progressive che contiene una prestazione mostruosa di Ian Paice, che crea dei tempi strabilianti a tutte le velocità possibili e immaginabili. Famosissima la versione live di Made in Japan, ascoltare per credere (e godere).

Chiudono la palla di fuoco Fools e No one came.
La prima si fonda sui tappeti onirici di Lord e sulla prova vocale maiuscola di Gillan.
La seconda rappresenta il pezzo meno riuscito del vinile, ma comunque ogni band farebbe a botte per averla scritta. Ottimo in ogni caso il giro di basso di Glover.

Curiosità n.1: se la mia memoria non mi inganna, Fireball è il primo album nella storia registrato con la doppia cassa.
Curiosità n.2: la copertina ritrae i volti dei cinque membri della band avvolti in una palla di fuoco.

La stessa band che, l’anno successivo, comporrà un disco immortale come Machine head, al cui interno ricordiamo Highway star e Smoke on the water.

Dicevamo a proposito dell’adagio “La classe non è acqua”?

Lunga vita al Viola profondo!💜


The golden light above you shows me where you’re from.
The magic in your eye bewitches all you gaze upon.
You stand up on your hill, they bebop all around you.
They wonder where you’re from, oh yeah.
They wonder where I found you”.




🤘Album: Fireball

🤘Gruppo: Deep Purple

🤘Genere: Hard Rock

🤘1971, Prima stampa Ita

🤘Voto: 85/100

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